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Webmarketing forum Rimini, parola d'ordine: il SEO non deve puzzare di SEO.
Di Netway (del 24/11/2008 @ 12:47:56, in Generale, linkato 1253 volte)
Nella giornata di Domenica 23-11-2008 ho partecipato al Forum sul webmarketing organizzato a Rimini presso la Fiera SIA Guest. L'incontro mi ha dato molti spunti di riflessione che cercherò di sintetizzare, ma la frase che maggiormente mi ha colpito, perchè predico questo da tempo inascoltato, è stata che il SEO non deve puzzare di SEO, cioè non si deve capire che sono state usate tecniche, perchè l'essere bannati da Google è diventato ormai molto facile e soprattutto anche in rete ormai i ranking si ottengono con lavoro"reale" e non con trucchetti da "maghi" dell'informatica (ho sempre diffidato dei maghi di SEO ed affini, e ora ne ho avuto la conferma, come in ogni settore, il mago è più un illusionista che un professionista). L'interesse secondo me è focale sulla trasformazione rapida dei motori di ricerca che da motori di ricerca appunto diventano sempre più motori di risposta/proposta, tanto è vero che già oggi noterete che loggati in Google se avete un account gmail, avrete una selezione nella parte organica sostanzialmente diversa da utente ad utente. Quindi i motori cominciano ad essere "intelligenti" (aiuto! altra definizione che mi inquieta) proponendo soluzioni agli utenti, quindi progressivamente i "trucchetti" per aumentare il ranking saranno sempre meno efficaci spostando l'accento sulla popolarità e sulla coerenza dei contenuti. Si è parlato di reputazione e della difesa di essa on line, in questo senso un intervento mi è parso inquietante. E' stato citato il caso di un mobilificio che, ricevuta una critica ritenuta lesiva su un blog, ha querelato l'utente, a questo punto si è scatenata la rappresaglia dei blogger che terrebbero in alto sui motori la notizia negativa. Il fatto mi inquieta perchè: il relatore dava per scontato che il blogger, cioè un singolo soggetto, avesse ragione a prescindere, in quanto produttore di informazione "dal basso" (mah, mi sembra una mera illusione), senza nemmeno dare il beneficio del dubbio al mobilificio. Il fatto brutto è che risulta evidente che la notizia negativa o lesiva, fa molto più ascolto di quelle positive, e aimè, questo significa che nulla cambia anche col web, le regole sono le stesse degli altri media, peccato, stiamo perdendo un'occasione. C'è da dire che il relatore ha usato come immagine archetipale del processo web 2.0 un'icona sovietica riadattata, e questo la dice lunga sui miei dubbi rispetto alla visione di libertà di alcuni "guru" della rete. Quindi l'attività del futuro del SEO sarà la salvaguardia della reputazione più che inserire codice più o meno organizzato nelle pagine html. Si è parlato anche di contenuti, dove secondo me c'è ancora un mondo da esplorare, e apparte alcuni interventi illuminanti (grazie Pier Pierucci, ma lui è un amico quindi non sono imparziale) mi pare che buona parte della platea abbia capito l'importanza di essere trovati e proposti, ma siano totalmente fermi sui contenuti, pensando che testo e qualche foto siano ancora efficaci per gli utenti del 2008 (beh, a volte lo sono, ma dipende sempre da come sono fatti). In sintesi quindi l'appuntamento ha dato spunti interessanti e per me, che faccio web da quando è nata la rete, mi ha fatto capire che ormai internet è un media maturo, alla pari degli altri, cioè è finita la fase pionieristica, nel bene e nel male.
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